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6 marzo 2020

#36 Recensione

Buon pomeriggio, miei cari lettori ✨

Oggi sono qui per parlarvi dell'ultimo libro letto e, ringrazio la DeA per avermi concesso l'opportunità di conoscere più a fondo il libro del momento 😁

 

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Titolo: Raccontami di un giorno perfetto


Autore: Jennifer Niven


Genere: Narrativa


Pagine: 384


Prezzo: 12,66€


 

Trama:

Violet e Finch si incontrano sul tetto della scuola. Le loro sono due esistenze fragili: lui lotta da tempo contro la depressione, lei ha assistito alla morte della sorella in un tragico incidente d’auto. Quando si ritrovano a lavorare assieme a un progetto scolastico, i due scoprono di somigliarsi più di quanto potessero immaginare. Così ha inizio il loro viaggio assieme, una travolgente esplorazione del dolore e delle paure di entrambi, dei loro sogni e desideri inconfessati. Presto Violet e Finch si accorgono di aver bisogno l’uno dell’altra per riuscire a essere completamente se stessi; ma se per lei questo è un nuovo inizio, per lui è soltanto l’inizio della fine. Un romanzo straordinariamente commovente. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.

 

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Cosa ne penso^^...

frasi per il blog


Ogni libro ha qualcosa di profondo da raccontare,e se leggendo le ultime righe c'è un senso di vuoto dentro di noi, beh, vuol dire che quel libro ci ha toccati profondamente. Come è successo a me con Raccontami di un giorno perfetto.


E' il primo libro che leggo di questa autrice americana, e il modo in cui ha raccontato ed affrontato un tema così importante, mi ha colpita. Ed è anche la prima volta che mi approccio ad un tema così forte come la depressione. Raccontami di un giorno perfetto, potrebbe essere definito un inno alla vita perché, sì, dal mio punto di vista da lettrice, lo è, perché Violet ne è la dimostrazione. Ma concentriamoci sulla storia: Finch e Violet si incontrano nel punto più alto della scuola; entrambi vogliono dare un taglio netto alla loro vita, una vita che non ha colori né felicità. Si conoscono in un modo ambiguo e non per nulla simpatico, ma entrambi riescono a salvarsi reciprocamente. Grazie ad un progetto di geografia, passano molto tempo insieme, cercando di comprendere i dubbi e le paure l'uno dell'altra. E posso dirvi che questo compito di geografia, di andare in giro per l'Indiana e conoscere posti mai visti dai protagonisti, l'ho amato. Perché non è solo un compito, c'è la la spensieratezza di due diciassettenni che vogliono provare a vivere una vita più serena, ricominciare a vivere nonostante il male interiore che portano. E Finch in questo libro ha un ruolo bellissimo perché nonostante la sua depressione è riuscito a tirar fuori Violet da quel guscio in cui era stata rintanata per tanto tempo. E' ciò che accade quando perdiamo una persona a noi cara. Può distruggerci l'anima. Ma il caro Finch ha voluto lasciare un segno indelebile a Violet, un amore che solamente due adolescenti possono provare, un amore che potrebbe essere più forte di un male interiore. E quel progetto scolastico è stata la speranza di cui Finch aveva più bisogno per rendersi conto che può esserci sempre del buono. A volte, come succede nel racconto, non riesce a spiegare quanto la sua felicità sia un rifugio momentaneo. Lo maschera attraverso le peregrinazioni, un bacio, il modo in cui cambia il suo look. Ma soprattutto c'è un modo particolare in cui comunica il suo male: i post-it. Hanno la funzione di ricordarci le cose più importanti, per Finch, invece, è una richiesta d'aiuto silenziosa. Nel corso della storia ne troverete tanti sparsi per la camera del nostro protagonista, vi faranno sorridere e commuovere.


Violet è un personaggio che deve fare i conti con un lutto, ma grazie all'aiuto di Finch ha intrapreso un percorso che l'ha portata ad andare avanti e riprendere a fare ciò che ha sempre amato fare.


Finch mi ricorda tanto il protagonista del romanzo Incompreso, perché come per quel ragazzino, nessuno riesce a comprendere l'infelicità di Theodore Finch. Fino alla fine del romanzo farà di tutto per rendere la storia con Violet, unica. Unica nel suo genere, perché nonostante lui l'abbia salvata sul punto più alto della scuola, lei per un po' l'ha distratto dalla sua depressione, l'ha fatto rinascere, sperare, come le stelle luminose della Purina Tower.


Raccontami di un giorno perfetto è commovente, e tanto, tanto profondo. Perché la maggior parte delle volte chi soffre di depressione, tace. O peggio, non viene compreso, o peggio ancora: ascoltato. L'ascolto è un'arma importantissima e potente, per questo non deve essere sottovalutata, non deve essere messa da parte. Non bisogna essere indifferenti verso chi, in qualsiasi modo, cerca di comunicarci il suo male.


Finch e Violet sono una pura fonte di energia e amore, l'autrice è riuscita a coinvolgermi, a commuovermi. E' un romanzo forte e allo stesso tempo sensibile, una storia che porterò dentro me, per non dover mai fare l'errore di non ascoltare chi mi dovesse chiedere aiuto quando pensa di non farcela. E' un libro toccante, ma vi consiglio di leggerlo perché non c'è niente di più bello che sperare in una vita migliore. Non c'è niente di più bello di vivere un giorno perfetto in mezzo al caos dell'infelicità interiore.


(Da qualche giorno è disponibile su Netflix, il film)


Fatemi sapere se l'avete letto e al prossimo post 😁✨💜🌷📚

7 febbraio 2020

#35 Recensione

 

Buonsalve, miei cari lettori ✨

Eccomi ritornata sul blog per parlarvi di una delle mie ultime letture e, ringrazio tanto la DeA Planeta per avermi dato l'opportunità di leggere questo libro 😁 ✨

 

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Titolo: Le terrificanti avventure di Sabrina - Figlia del Caos


Autore: Sarah Rees Brennan


Genere: Narrativa


Prezzo: 13,60€


 

Trama:


A sedici anni non è facile decidere per il proprio futuro. Tanto più se questa decisione significa rinnegare una parte di sé. Ma Sabrina Spellman ha fatto la propria scelta: abbandonerà la vita da umana e seguirà la natura di strega. Certo, è doloroso voltare le spalle agli amici di sempre, senza un saluto, senza una spiegazione, per intraprendere il sentiero dell'oscurità. Sola come mai prima d'ora, Sabrina inizia a frequentare la nuova scuola: l'Accademia delle Arti Occulte. È per lei il momento di mettersi alla prova e trovare il proprio posto in un mondo totalmente sconosciuto. Un mondo fatto di luci e ombre, guerre e alleanze. Di chi Sabrina si può davvero fidare? E chi è Nick Scratch, il ragazzo affascinante e misterioso che sembra non riuscire a staccarle gli occhi di dosso?

 

Cosa ne penso^^..

Se dovessi descrivere con una sola parola questa lettura, credo che sceglierei “ umano “ e, nel corso della recensione capirete il motivo. L’autrice, Sarah Reles Brennan, in questo secondo volume è riuscita a farmi ritornare in un mondo che non solo mi piace, ma che mi ha fatto ritornare a dieci anni fa, quando un’altra saga aveva conquistato il mio cuoricino libroso. Figlia del Caos mi ha catturata pagina dopo pagina, come era successo con il prequel Un amore di strega, questo perché lo stile della scrittrice è molto semplice ma il suo modo di narrare le vicende di questa giovane strega, lo rende leggero da leggere. I capitoli si alternano tra quattro dei principali protagonisti, e questo a mio parere mi è piaciuto molto perché è anche un modo per conoscere fino in fondo ogni singolo aspetto di un personaggio. Questa visione fa sì che la lettura sia più coinvolgente e scorrevole dato che la trama delle Terrificanti avventure di Sabrina è molto gotica e fantasy. In questo libro, come nel precedente, ciò che ho riscontrato è stata la leggerezza con cui la Brennan ha affrontato il tema delle Tenebre e magia oscura. Diciamo che è come leggere la versione soft della serie tv, il che ha reso l’insieme molto convincente per chi, magari, non vuole immergersi nella serie tv. I protagonisti principali di questo secondo volume sono Sabrina, Nick Scratch, Harvey e Rosalind. Quattro personaggi ben costruiti, ognuno alle prese con i loro problemi causati dalla magia..


Harvey e Sabrina hanno chiuso la loro relazione e lei farà di tutto per proteggerlo nonostante questa rottura importante.


Nick Scratch non vuole assolutamente perdere l’occasione di conquistare Sabrina, decidendo di mettere la testa sulle spalle, almeno per una volta nella sua vita.


Rosalind deve fare i conti con la sua cecità sempre più vicina. Le donne della sua famiglia sono state maledette: perdono la vista da giovani e questo permette loro di avere delle visioni che svelano il passato e il futuro.


In questo secondo capitolo troviamo una Sabrina più matura e determinata, una nuova minaccia invade le strade di Greendale e come sempre sono gli umani a dover pagarne le conseguenze quando si tratta di forze oscure che solamente la magia può controllare. Le Tredici Streghe, che furono uccise dalla Congrega e impiccate ad un albero da mortali secoli prima, ritornano e la città ripiomba nelle Tenebre, fino a quando  uno specchio rotto non fa giungere in città uno spirito della malasorte. Ciò unirà Sabrina, Prudence e Nick in un modo avvincente, e ciò che ho notato è che i loro atteggiamenti non sono così tanto diversi da noi umani. Ecco perché ho definito questo libro umano. I personaggi cattivi e scostanti, in questo romanzo prendono una piega che non mi sarei mai aspettata in cui imbattermi. Questa cosa mi ha sorpresa, anche perché, una cosa che mi ha colpita è stato il dialogo tra Harvey e Nick, tutti e due innamorati della stessa ragazza, che fanno parte di mondi diversi, non si fanno la guerra tra loro. Non c'è odio, solamente amicizia, seppur ben nascosta. Lo stesso l'ho riscontrato con Sabrina e Prudence, è vero che non vanno molto d'accordo, ma in questo libro non c'è rivalità tra le due streghe. Non c'è quella cattiverai che spesso caratterizza questo genere di storia. Ma ogni tanto cambiare le carte in tavola, e non leggere le solite rivalità, non può che far piacere, anche per staccare dai soliti stereotipi a cui siamo abituati. E' anche vero che questi due libri della Brennan gli argomenti principali sono trattati con leggerezza, rendendolo più accessibile a chi, a primo impatto, si imbatte in  questo genere un po' gotico, ma non perde il fascino della vera storia in sé.


Il Signore Oscuro, L'accademia delle Arti Oscure, e tutti gli altri personaggi di questo romanzo, vi conquisteranno. La figlia del Caos a soli sedici anni ha preso una decisione che ha letteralmente cambiato la sua esistenza, ha firmato il libro della bestia ed è decisa ad intraprendere il suo nuovo cammino, accettando questo suo cambiamento senza poter rinunciare agli amici di sempre. Le vicende che colpiscono la sua città natale e le persone che le stanno accanto, crescono e maturano insieme a lei. Come Roz e Susie, diventano più forti per contrastare le tenebre. Questi personaggi crescono pagina dopo pagina e, leggere quanto la magia possa indurli a non mollare, nonostante la cecità, le ombre del passato e la perdita di un familiare, essendo  mortali, i più deboli, non avendo magia dentro sé, mi fanno credere che bisognerebbe prendere spunto da loro quando pensiamo di non poter proseguire un percorso che ci ostacola e ci fa paura. Nick Scratch è tra i miei personaggi preferiti, ma ammetto di avere un debole per i personaggi tenebrosi, ed il suo aspetto cupo è affascinante. E' uno di quei personaggi che a fine lettura mi è rimasto più nel cuore.

La magia ha indotto Sabrina a fare delle scelte che per la maggior parte delle volte comprendono ostacoli, ombre e molto spesso delle alleanze. Se volete immergervi tra le pagine di questo libro, vi consiglio tanto di farlo 😁 Visitate anche voi Greendale ed i loro abitanti: magia e affetto vi conquisteranno!

frasi per il blog


Assegno:


🌟🌟🌟🌟


Conoscete la serie tv, fumetti e questi romanzi? 😁 Fatemi sapere perché sono tanto curiosa*-*

Buona giornata libosa e al prossimo post 😁🌟💜🌷📚🌸

 

17 dicembre 2018

#21 Recensione

Buon mercoledì, lettori 😄

Eccomi qui con una nuovissima recensione di un libro delicato, per noi donnine^^

Ringrazio Dea Planeta, per la copia 😊

 

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Titolo: La donna che non invecchiava più


Autore: Grégoire Delacourt


Prezzo: 15,00€


Genere: Narrativa contemporanea


 

Trama:

Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l'ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c'è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent'anni - la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi.

 

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Cosa ne penso^^..

Grégoire Delacourt autore francese, è famoso per i suoi tanti racconti, ma soprattutto per il libro "Le cose che non ho" . La donna che non invecchiava più, è il primo libro che leggo di questo autore e, ne sono rimasta particolarmente colpita.

La scrittura non presenta dialoghi, ma definiamola una sorta di monologo/diario, dove Betty ci rende partecipi della sua vita; dal suo primo anno di nascita fino ai famigerati trent'anni. Si legge tutto d'un fiato perché i capitoli sono abbastanza brevi, intensi, coinvolgenti, ma soprattutto molto, molto riflessivi. Sappiamo tutte che invecchiare ci fa paura, vedere il nostro corpo che, seppur lentamente, inizia a cambiare: appaiono le prime rughe, la pelle inizia a cedere, ci affatichiamo un po' di più.. Ma Betty tutto questo non può viverlo giorno per giorno, perché la sua anomalia non glielo permette: Betty ha

trent'anni ha smesso di invecchiare, ed ogni anno scatta una foto per vedesi, alla fine, sempre la stessa, senza nessun cambiamento neanche quando raggiunge i cinquant'anni. E possiamo renderci conto, con quanta delicatezza, questo autore si sia impegnato a descrivere la paura più grande di ogni donna. Di quanto sia stato in grado di plasmare sulla protagonista l'immortalità e, farci rendere conto che non invecchiare mai, può farci sentire sole, perché prima o poi, anche chi ci sta più a cuore, può non riuscire ad accettare il fatto di avere accanto qualcuno che non conosce l'esistenza dei dolori alle mani, i capelli che con gli anni diventano bianchi e soffici come la neve.

Ho letto da qualche parte che non ci vediamo invecchiare. Attribuiamo le prime rughe all'iperattività dei muscoli - del resto le chiamano rughe d'espressione, che è molto meno angosciante - , e abbassiamo la guardia, non ci accorgiamo dei segni del tempo che iniziano ad affiorare sul viso, subdolamente, le rughe orizzontali, verticali e laterali, all'altezza dell'orbita degli occhi, il cui colore è tuttavia così attraente, le zampe di gallina - raggi di sole, niente di che.


Compriamo allora uno specchio ingranditore e vacilliamo un po', perché questo non c'era la settimana scorsa: ci accorgiamo che la pelle e il muscolo dell'occhio si sono rilassati, che la palpebra superiore, che adoravamo truccare di grigio, bronzo, polvere d'oro nelle sere di festa, si è appesantita, che altera ormai la profondità dello sguardo e il suo fascino - , ci togliamogli occhiali da presbite, ci avviciniamo ancora un po' allo spaventoso specchio per scoprire, all'altezza della palpebra inferiore - con un'improvvisa voglia di piangere, di gridare, di spaccare tutto, perfino di morire - che il grasso che prima si trovava all'altezza dell'orbita ora è scivolato giù formando, in  questa mattina di terrore, delle borse sotto gli occhi, borse piene di lacrime per piangere sul tempo passato, sulla battaglia ormai persa, sulla sfumata eternità.

Ma Betty ha cercato di fare di tutto ciò un punto di forza, cercando di non abbattersi e non buttare per aria la sua vita. Ha avuto anche la forza di volontà di ricominciare da zero, quando il mondo le ha voltato le spalle. Ha avuto il coraggio di accettare l'anomalia che l'allontanava sempre più, da tutto. Ma c'è un altro aspetto parallelo a Betty: Odette. Un'amica che invece deve fare i conti con la chirurgia plastica per non farsi scappare il fidanzato, perché non la guarda più, quando il suo corpo inizia a cedere. Ed è, purtroppo, una triste realtà attuale cambiare il nostro viso ed il corpo per la paura di non riconoscerci più, quando una mattina ci alzeremo dal nostro letto, un po' più anziane.

Due mondi sulla stessa lunghezza d'onda che ci mettono a confronto ciò che vorremmo essere, e ciò che non riusciamo ad accettare.

Betty vorrebbe quelle rughe dell'amica, Betty vorrebbe essere normale per stare con l'amore della sua vita, quell'amore che l'anomalia è riuscita a dividere il cuore di entrambi, a metà.

L'autore è riuscito a farmi rendere conto che non c'è niente di più bello al mondo che invecchiare accanto a chi si ama, che prima o poi cambieremo, nonostante la paura, perché sì, cavolo, invecchiare terrorizza anche me. Mi terrorizza vedere il mio aspetto che ogni giorno non sarà mai più lo stesso, ma sarò sempre io, sempre me stessa senza ritocchi per piacere agli altri, senza nulla che possa distruggere la mia vera me!

La vita è una sola, triste, allegra, sicuramente non sarà mai perfetta, ma forse dovremmo solo cercare di capire che accettarci per ciò che siamo, è il primo passo per affrontare le rughe, i capelli bianchi che vorremmo strapparceli tutti uno ad uno e, tutto il resto che, tra vent'anni ci ritroveremo davanti allo specchio: la stessa persona, ma con l'amore della nostra vita accanto, più saggia e consapevole che il mondo è cambiato con noi, anche se poi,non ci riconosceremo più con quelle rughe fastidiose che incorniciano il nostro, affaticato viso.

La donna che non invecchiava più lo consiglio a tutte noi donne, perché abbiamo bisogno di comprendere, almeno un po', ciò che l'autore ha trasmesso tramite la protagonista.Immergetevi nella storia di Betty e affrontate insieme la sua "anomalia" per comprendere fino in fondo che invecchiare non è altro che un'altra NOI, più belle e vere!

Assegno:


                                                                         🌟🌟🌟🌟

Quattro, perché avrei preferito un po' più di dialoghi, ma posso anche passarci sopra perché questo libro merita di essere apprezzato e letto^^

 

Voi conoscevate questo libro?

Fatemi sapere cosa ne pensate^^

Buona giornata librosa e al prossimo post 😄🌸✨😊📚💜